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Diversamente pecore

Febbraio 2018

Se camminare fuori dal gregge fa alternativo,
forse siete finiti nel gregge delle pecore ribelli

Piccolo grande pecora

Nelle ultime puntate ci siamo dedicati alla statistica, per forgiare strumenti di lavoro e dare dignità scientifica alla Teoria della Matrice. Dopo un guazzabuglio di grafici e gaussiane è giunto il momento di raccogliere i frutti del nostro lavoro. Iniziamo col precisare che il Modello a Coda non è un mero artificio matematico, ma un pilastro portante della Teoria della Matrice.

Il Modello a Coda è composto da due triangoli. Quello grande (al centro) rappresenta i matriciali, ovvero: comportamenti maggioritari, tendenze di moda, stili di vita main-stream. Al contrario, il mezzo triangolino (a sinistra) rappresenta gli alternativi, i fenomeni di nicchia, quelli che credono di vivere lontano dal branco.

Modello a Coda (booleano)

Ho detto credono? Certo! Nel momento in cui fai gruppo con altre persone, per quanto fuori dal gregge, sei comunque dentro una piccola matrice. Un esempio eclatante sono i movimenti di ribellione tipici della giovinezza: hippies, punk, dark, grunge, goth, emo e compagnia bella, tutti triangolini minori del Modello a Coda; fuori dalla Matrice, ma abbastanza numerosi da non essere soli.



Morfeo Gotico

Non fraintendetemi, conosco bene l'emozione del sentirsi alternativi. A Londra impiegavo due ore di trucco e altrettanti chilogrammi di spine metalliche per tuffarmi allo Slimelight, nemesi della discoteche gremite di fighetti, e andare contro tutto e tutti. Eppure, quando arrivavo nei pressi di Torrent Street, il solo fatto di scorgere gli altri gothic-punk uscire dalla metrò mi faceva sentire parte di un'élite. Eravamo ribelli, eravamo diversi, sputavamo in faccia al Sistema.
Ma intanto eravamo noi, non io.

Non sto dicendo che andare contro corrente sia sbagliato. Sostengo semplicemente che ciò significa aggregarsi al gregge minoritario, uscendo solo parzialmente dalla Matrice. Per capire quest'ultima affermazione dobbiamo chiarire il significato di parzialmente. Quando abbiamo definito l'Indicatore di Aderenza a un Comportamento (in breve IAC), abbiamo detto che la Matrice dipende da sette variabili: coordinate spazio-temporali, specie, sesso ed età. Poi, per comodità, abbiamo fissato le coordinate spaziali sul territorio nazionale e quelle temporali ai giorni nostri. Sostengo tutt'ora questo approccio, ma è importante ricordarsi che si tratta di una convenzione, non di una realtà assoluta. Abbiamo scelto di chiamare Matrice (con la emme maiuscola) l'insieme di comportamenti attesi su scala nazionale per semplificarci la vita, altrimenti dovremmo distinguere la matrice (con la emme minuscola) veneta da quella padovana, quella padovana da quella dell'Arcella, quella dell'Arcella da quella di Via Ghiberti, e così via. Perciò, anche se frequenti un centro sociale occupato assieme ad altri pseudo-rivoluzionari, sei comunque dentro una piccola matrice. Non popolosa quanto quella nazionale, ma comunque di gregge si tratta.


Per chiarire il concetto coloriamo le zone del Modello a Coda. Dipingiamo il centro di blu (dove spopolano i conformisti) e di rosso le zone più marginali (dove albergano i ribelli). Infine applichiamo un gradiente per riempire la figura di sfumature intermedie. Più ci avviciniamo al comportamento main-stream, più siamo blu. Quando facciamo gli alternativi, radical chic o hipster, entriamo nelle zone verdastre delle realtà "matriciali ma non troppo", dove si è diversi in coro. Se il consenso diminuisce ancora, se quelli che ci approvano si contano sulle dita della mano, forse siamo nel deserto giallognolo delle realtà alternative. Ma se usciamo veramente dalla Matrice, se la nostra diversità diventa disturbante, allora siamo marcati col rosso fuoco dei paria. O dei pirla.

Modello a Coda (fuzzy)

La differenza tra alternativi e ribelli sta principalmente nel consenso del branco. Quando fai l'alternativo c'è sempre qualcuno che ti loda, apprezza il tuo andare contro corrente e la tua affascinate vena di follia. Al contrario, quando sei fuori dalla Matrice, l'originalità diventa scandalo e la follia pazzia. Ti ritrovi solo persino quando cammini in mezzo al gregge, adeguandoti a uno o due comportamenti maggioritari.

Matriciale Alternativo Ribelle
Matriciale Alternativo Ribelle

La storia è piena di personaggi "alternativi", che hanno vissuto in quella regione privilegiata del Confine che in seguito chiameremo Frontiera: la zona a metà tra la normalità e la ribellione, con un piede dentro e uno fuori, e uno stile di vita mai troppo scomodo.

Uno di questi è Henry Miller. Basta leggere "Tropico del Cancro" per rendersi conto che, nonostante vivesse alla grande, Miller riusciva pure a lamentarsi. Ogni settimana faceva la fila presso l'American Express, nella speranza che gli arrivassero soldi da spendere in ristoranti, alberghi e bordelli. Non acquistava cibo in bottega o al mercato, ma cenava al ristorante. E dopo aver folleggiato da bravo bohemmiene, tirava la cinghia un paio di giorni, in attesa del prossimo assegno. Miller viveva fuori dalla Matrice dal punto di vista dei doveri (lavoro, faccende, spostamenti) ma era decisamente dentro la Matrice per quanto riguardava i piaceri (soldi, tempo libero, amore).
Della stessa pasta era Jack Kerouac. Nei suoi viaggi "Sulla strada" si arrabatta spendendo i soldi della zia. In qualche rara occasione lavora, ma la maggior parte del tempo si fa mantenere da un amico. Posso concedere che Kerouac fosse leggermente più fuori dagli schemi di Miller, perché a volte faceva davvero il barbone, ma la sua è stata comunque l'esistenza fortunata di un alternativo, furbamente collocato tra la Matrice e la ribellione.
Uno dei pochi che forse era veramente fuori dalla Matrice era Celine. Sempre controcorrente, persino quando ciò andava contro il suo interesse. Un personaggio che sono riuscito ad odiare ed amare al tempo stesso, come capita sovente a coloro che vivono fuori dagli schemi. Se dichiari di vivere fuori dalla Matrice e piaci pure alla gente, allora o racconti frottole, o sei un mago.

Fuori dalla Matrice non hai amici su Facebook che lodano il tuo camminare lontano dal gregge: su Facebook non ci sei proprio, oppure ci sei ma ci entri una volta al mese. Non lanci mode alternative, ma vieni sbeffeggiato come quello che non sa vestirsi. Non c'è gregge o branco che ti approva. Forse hai qualche amico, ma si tratta di maestri, allievi o complici, rapporti che si manifestano in frequentazioni stagionali: vi scrivete una mail a novembre, vi sentite per telefono a gennaio e vi incontrate a maggio. Rapporti basati sulla qualità del tempo, non sulla quantità.

Siamo tutti pecore, in un modo o nell'altro. Il Modello a Coda permette di misurare il nostro grado di ovinità, offrendoci una bella pillolona rossa che possiamo mandare giù per il gargarozzo, per diventare più consapevoli di noi stessi, oppure ficcarla altrove, per diletto personale. Ma come si misura il grado di ovinità? Innanzitutto dobbiamo tracciare il profilo del matriciale tipico, colui che aderisce perfettamente ai comportamenti della maggioranza. Per farlo si potrebbero spulciare i dati ISTAT e riportare i valori medi di attuazione dei comportamenti della Sporca Dozzina, ottenendo il profilo del matriciale medio. In realtà non è così semplice, perché è necessario fare alcune inferenze. Ad esempio, secondo l'ISTAT, l'italiano medio dispone di cinque ore di Tempo Libero al giorno. L'ISTAT ci dice che di queste cinque ore una viene dedicata alla Vita Sociale, un'altra alla Cura della Persona. Allora, se vogliamo stimare il tempo che dedichiamo agli Affetti, abbiamo un problema, perché Vita Sociale e Affetti tendono a sovrapporsi. Se guardo un film con mia figlia sto ritagliandomi del Tempo Libero o dedicandomi alla Famiglia?
Facendo qualche inferenza a braccio, otteniamo le seguenti stime [1]

  • Affetti: 2 ore (1 ora dalla voce Vita Sociale, 1 ora dalla voce Persone Care)
  • Cura della Persona: 1 ora
  • Tempo Libero: 3 ore (le 5 iniziali meno le 2 assegnate agli Affetti)

Una volta stimati i valori medi per gli indicatori della Sporca Dozzina [2] possiamo stilare il profilo di un matriciale italiano di 40 anni, nel periodo 2010-2018

Ogni giorno Gigetto dedica alla toilette un'ora e un paio d'ore ai pasti. Appartiene a una famiglia di due o tre elementi, guadagna 1.500€ al mese e possiede un patrimonio complessivo (casa, auto e conto in banca) di circa 180.000€ (mutuo a parte). Lavora otto ore nei giorni feriali, dedica alle faccende di casa una o due ore al giorno e altrettante agli spostamenti quotidiani. Ha circa tre ore di tempo libero e concede agli affetti un paio d'ore. Avendo già concluso gli studi, dedica quotidianamente quindici minuti all'aggiornamento delle sue competenze.

Che, riassunto in forma tabellare, sarebbe

Cura del Corpo Pasti Famiglia Stipendio Patrimonio Lavoro Faccende Spostamenti Tempo Libero Affetti Studio
1 2 2,5 1.500 180.000 8 1,5 1,5 3 2 0,25

Di contro il profilo dell'alternativo, che si astiene da tutti i comportamenti della Sporca Dozzina (perché vive all'estramità sinistra del mezzo triangolino), suonerebbe così

Tizio non si lava mai e salta i pasti. Vive da solo, non ha redditto né patrimonio. E' disoccupato, non esce di casa e non fa le faccende. Non ha un minuto di tempo libero e nessun legame affettivo. Non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di tornare a studiare.

Chiaramente nessuno vive come Tizio, perché la sua giornata sarebbe di durata inferiore alle ventiquattr'ore. Mentre è possibile che Gigetto aderisca perfettamente ai comportamenti medi dell'ISTAT, è improbabile che Tizio si astenga contemporaneamente da tutti i comportamenti della Sporca Dozzina. Forse si astiene da alcuni ma eccede in altri. Se evita di lavarsi e mangiare, forse dorme sedici ore al giorno. Oppure non lavora perché di notte fa volontariato e ha comprato casa coi soldi della lotteria. Oppure gira, vede gente, si muove, conosce e fa cose che non rientrano nei comportamenti presi in esame.

Lo stile di vita di Tizio è solo un caso estremo previsto dal modello. Se analizzassimo la nostra giornata secondo gli indicatori della Sporca Dozzina, otterremmo un profilo decisamente più ibrido (e quindi più realistico). Alcuni comportamenti potrebbero collocarsi nella zona blu dei matriciali, altri in quella gialla degli alternativi, un paio addirittura nella zona rossa dei ribelli. Magari lavoriamo più di Gigetto, abbiamo un terzo del suo tempo libero, ma guadagniamo metà del suo stipendio. Oppure lavoriamo meno di Gigetto, ma guadagniamo il doppio e studiamo il triplo.

Ricordate la prima volta che abbiamo parlato della Sporca Dozzina? In quell'occasione abbiamo detto che la curva caratteristica di appartenenza alla Matrice oscilla più o meno lontano dalla retta di normalità (quella associata a uno IAC del 100%). Quando un comportamento si avvicina alla retta di normalità cadiamo nella zona blu del Modello a Coda, ma solo per quel comportamento. Di contro, quando un comportamento ci porta lontano dalla normalità, siamo nella zona rossa per quel comportamento. Perciò è improbabile che qualcuno si ritrovi a vivere praticando tutti i comportamenti zero ore al giorno, come nel caso di Tizio.

Per quanto assurdo, il profilo di Tizio ci insegna comunque qualcosa. Prima di cimentarci con gli indicatori della Sporca Dozzina e misurare il nostro grado di appartenenza alla Matrice, dobbiamo precisare il criterio con cui conteggiare le ore mancanti

Criterio delle ore mancanti

Al fini del calcolo degli indicatori della Sporca Dozzina le attività che non rientrano nei dodici comportamenti previsti vanno formalmente assegnate alla voce Tempo Libero (se non produttive) o alla voce Studio (se rappresentano un investimento su noi stessi).

Non importa se Tizio è un drogato, pantofolaio, mantenuto o se fa volontariato. Affinché la Teoria della Matrice sia consistente le sue attività "alternative" vanno considerate Tempo Libero. Al più, se si tratta di attività che fanno crescere competenze e conoscenze, potremmo concederle come Studio.

Per verificare l'utilità del criterio delle ore mancanti consideriamo il profilo del ribelle, ovvero colui che vive nella zona rossa, nella tana del bianconiglio

Caio impiega mezz'ora al giorno per nutrirsi. Vive da solo e campa con circa 400€ al mese. Il suo patrimonio non supera i 40.000€ e lavora in media due ore al giorno. Dedica mezz'ora alla pulizia del corpo, un'ora alla faccende domestiche e un'altra agli spostamenti quotidiani. Ha solo un'ora libera al giorno e altrettanto per i suoi affetti. Studia circa dieci minuti al giorno.

Il profilo di Caio sembra improbabile quanto quello di Tizio, eppure rispecchia abbastanza bene lo stile di vita di chi vive fuori dalla Matrice. Per convincervi, eccovi la descrizione della mia giornata tipica verso la fine degli anni novanta

Morfeo impiega mezz'ora al giorno per nutrirsi. Vive da solo e campa con 400€ al mese. Il suo patrimonio si aggira sui 5.000€ e lavora in media due ore al giorno. Dedica mezz'ora alla pulizia del corpo e un'ora alla faccende domestiche, più un paio d'ore agli spostamenti quotidiani. Ha solo un'ora di tempo libero (almeno così crede) e divide un'altra ora tra amici e amori. Dedica quattro ore al giorno all'organizzazione di giochi di ruolo dal vivo e altrettante chino sui libri a studiare. Da ripetizioni tutti i giorni, sia per risanare le finanze, sia per preparare gli esami.

Quando vivi fuori dagli schemi la tua mente rifiuta di lasciarsi etichettare. Se lavori tutto il giorno al costume da lupo mannaro, invece di uscire con la ragazza che ami, stai lavorando o usando male il tuo tempo libero? Se il telefono squilla l'intero pomeriggio perché una trentina di giocatori ti cerca per la cronaca di Vampiri, stai lavorando o giocando? Il criterio delle ore mancanti risponde alla domanda: siccome mi facevo il culo a gratis, le ore dedicate all'associazione ludica vanno conteggiate come Tempo Libero. Eppure io avevo la netta sensazione di lavorare, perché non trascorrevo la giornata come avrei voluto [3]. Allo stesso tempo non riuscivo a trascurare quegli impegni, perché mi sentivo responsabile dell'esistenza di una piccola rosa, come il Piccolo Principe. Ero prigioniero della mia libertà.

La Teoria della Matrice spiega il motivo di quel mio disagio. Dal punto di vista sociale il lavoro è una qualsiasi attività dotata di Qualità Statica, ovvero percepita come attesa dal prossimo. Se trenta vampiri si aspettano che tu risponda al telefono, allora stai lavorando dal punto di vista sociale, perché soddisfi l'aspettativa altrui; ma non stai lavorando dal punto di vista economico, perché nessuno ti paga. La Pillola Blu ti dipinge come un eroe che sacrifica il tempo libero per il prossimo, cosa del tutto lecito dal punto di vista emotivo, ma che rende difficoltoso misurare in modo oggettivo la nostra appartenenza alla Matrice. Se non stiamo attenti, se non accettiamo la Pillola Rossa e il criterio delle ore mancanti, rischiamo di raccontarci un sacco di balle. Anche vivendo fuori dagli schemi.

La conoscenza del sé non è un punto di arrivo ma un viaggio. Per capire se viviamo dentro o fuori dalla Matrice dobbiamo essere onesti con noi stessi e ammettere di appartenere a un gregge, più o meno numeroso. Solo così saremo in grado di scegliere gli ovini che più ci piacciono e belare in coro, invece che fingere di ruggire. Il problema non è essere pecore, ma negare che si tratti di una scelta.


[1] Questi valori sono opinabili, ma dobbiamo quagliare e non voglio annacquare la brodaglia con pagine zeppe di calcoli. Repetita iuvant: questo è un romanzo di self-fiction, non un trattato scientifico. Per arrivare a una formulazione rigorosamente scientifica della Teoria servono modelli più precisi e misure più accurate, che esulano dallo scopo di questa trattazione.

[2] Ignoriamo l'indicatore associato al comportamento dormire tot ore al giorno per motivi che verranno chiariti nelle prossime puntate, quando daremo la definizione di confine della Matrice.

[3] Questo è una tipica situazione di abuso di Pillole Blu. In realtà mi dedicavo all'associazione ludica per libera scelta, ma per tenere alta l'autostima e ridurre la dissonanza cognitiva, mi raccontavo di esservi "costretto".