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Pillola blu

Ottobre 2013

Nessuna carovana ha mai raggiunto il suo miraggio,
ma solo i miraggi hanno messo in moto le carovane

Morfeo Super-Indiana-Jones?

Dunque la mente mente, ma a che pro? Perché siamo fatti così?
Io credo che la mente mente in nome della felicità.

Senza il meccanismo dell'autoinganno la nostra autostima rischierebbe di sprofondare. E' più facile credere di aver perso il lavoro per colpa della crisi, piuttosto che per colpa nostra. Meglio pensare che la moglie ci tradisce perché è una puttana, che farci un esame di coscienza. Ci hanno bocciato a scuola perché il professore ce l'aveva con noi, il fidanzato ci ha lasciato perché è uno stronzo, quel pirla ci ha tamponato perché non sa guidare. Restando non consapevoli delle nostre responsabilità scarichiamo sugli altri tutte le colpe. Funziona anche su scala mondiale. Il mondo è inquinato dalla grande industrie, ma non dal nostro condizionatore. La malasanità è colpa del governo, non della zia che salta la fila perché conosce il primario. I politici sono tutti corrotti e disonesti, noi siamo un popolo di elettori virtuosi.


Ciò spiega il successo della pillola blu. Ovviamente chi prende la pillola blu non sa di farlo, o meglio non ricorda, per effetto della pillola stessa: dopotutto scegliere d'essere inconsapevoli in modo consapevole è un pelino contraddittorio (ma non impossibile). La pillola blu aiuta ad aumentare l'autostima e l'ottimismo. E' la colonna portante del motto "pensa positivo". Non sto ironizzando: il pensiero positivo funziona davvero, conduce ad una vita serena, a volte persino al successo. Del resto, insegna Pirsig, la società tende a migliorare, perché la popolazione evolve sempre verso la Qualità. Se la maggioranza assume la pillola blu, questa è la scelta migliore. Se dieci miliardi di mosche mangiano cacca, anche la cacca ha il suo perché.
(ecco, ora sto ironizzando)

Affettando una bistecca virtuale nel film Matrix, Cypher spiega che l'ignoranza è un bene.
Di solito chi prende la pillola blu non è d'accordo. Ci hanno cresciuto (leggi "condizionato") dicendo che la bontà paga, che un titolo di studio serve a trovare lavoro, che l'onestà viene premiata, che la sincerità è importante. Provate ad essere sinceri per un giorno, un giorno solo. Dite tutto quello che vi passa per la mente a tutti coloro che incontrate, chattate o sentite. Passereste per maleducati, o non vi crederebbero.
- Vieni alla mia cena di addio al celibato, Morfeo?
- No, grazie: non mi interessa passare una serata in un ristorante.
(sembro stronzo perché sono sincero)

Le parole ben educato e bugiardo sono sinonimi: i bambini non riescono ad essere ben educati fino all'età di 4-5 anni, perché non possono simulare le emozioni. Quando ricevono un regalo sgradito dicono "che schifo". Devono prima imparare a mentire, cioè a fingere un sorriso e trattenere la delusione, per poter applicare le cosiddette regole della "buona educazione". Se mandassimo a cagare tutti quelli che ci offendono, irritano o danno fastidio, l'umanità vivrebbe in uno stato di guerra globale permanente. Fortunatamente, grazie al cielo, siamo tutti dei grandissimi bugiardi. La menzogna porta la pace.

Precisiamo l'affermazione di Cypher: l'ignoranza è un bene per l'ignorante. Chi passa col rosso, senza vedere il semaforo, guida ignaro del pericolo. Il pillolaro blu vive una bellissima bugia: per effetto della pillola crede d'essere sincero e ritiene che la sincerità sia un bene. Per lui tutto quello che ho detto finora sono balle. Tocca a noi pagare il prezzo della sua ignoranza, noi sfigati che prendiamo la pillola rossa e subiamo le sferzate d'ottimismo di chi vive inconsapevole. Ai nostri occhi i pillolari blu sono mine vaganti, persone che viaggiano in un mondo di illusioni, dove la colpa è sempre degli altri. Loro sono gli eroi senza macchia, sempre sinceri, sempre dalla parte del giusto.

Morfeo MacLoad?

A sedici anni, uscendo dal cinema con la colonna sonora di Highlander in testa, ero sicuro d'essere immortale, anzi fui, seppur per un attimo, immortale (meraviglie dell'adolescenza). Anni dopo, ormai maggiorenne, m'immortalai in un parcheggio sotterraneo dove m'immaginavo di combattere con la spada (invisibile nella foto) alla MacLeod, come nel film. Grazie pillola blu.

Appena preso il brevetto di volo ero sicuro che avrei volato per tutta la vita, sprizzavo gioia e sicurezza. Ciò servì a guarirmi dalla crisi adolescenziale, facendo di me un uomo. Fortunatamente ignoravo che non sarei mai più salito su un aliante (per mere questioni economiche). Ma, ingannandomi, godetti per anni d'una bellissima illusione. Grazie pillola blu.

Quando indossavo abiti elfici ero davvero convinto d'avere sangue magico nelle vene. Ci credevo al punto da emanarlo, correre di notte tra i boschi e vedere al buio. Non ero un elfo, ma funzionava. Grazie pillola blu.

Il giorno che ricevetti l'investitura di Cavaliere Jedi avevo la spada laser nella fondina, il corpo atletico, la mente fresca e la Forza per alleata. Ero talmente fiducioso dei miei poteri che rifiutai un lavoro ben pagato finché non raddoppiarono l'offerta, che alla fine accettai. Grazie pillola blu.

Quando Lord Fener mi amputò la mano su Cloud City cercai rifugio per le vie di Londra. La convinzione che mi aspettava una rivincita da "Il ritorno dello Jedi" mi salvò dalla disperazione e mi aiutò a godermi l'avventura inglese. Grazie pillola blu.

Neolaureato, mentre cercavo lavoro come cameriere a Cagliari, squattrinato e senza futuro, venni a sapere che Peter Jackson stava lavorando al Signore degli Anelli. Per un paio di mesi mi lanciai nel progetto di assumere un gioielliere, fabbricare centinaia di Unici Anelli e venderli sull'onda del successo del film. Ovviamente il tutto morì sul nascere, come sempre mancavano i fondi. Ma anche quell'inganno tornò utile: mi riportò a Padova, mi fece trovare lavoro e mi aiutò a guarire da una fastidiosa malattia. Grazie pillola blu.
(Elfi, Jedi e compagnia bella sono tutte storie vere, che prima o poi vi racconterò)

Finché credi in Dio, vivi come se esistesse davvero. Finché menti a te stesso, prometti in buona fede. Chi si sposa è sincero finché infila l'anello al dito. In quell'attimo l'amore è eterno, perché ci credi (meraviglie della pillola blu). Se gli sposi fossero consapevoli d'avere pressapoco il 50% di probabilità di divorziare entro qualche anno, non si godrebbero la cerimonia. Abbiamo bisogno di sentirci immortali, o seguire miraggi amorosi, per andare avanti giorno dopo giorno. Per scordarci che basta lanciare una moneta, dico testa, esce croce, e mi ritrovo dall'avvocato per l'istanza di separazione.

Morfeo Vampiro?

Pirsig, Tolkien e molti altri insegnano che la follia e la fuga non sono problemi, ma soluzioni. Facciamo un esempio. Nel '95, dopo aver lasciato Molly, la mia autostima era a terra. Credevo che nessuna ragazza m'avrebbe più guardato in faccia. Mi sentivo un reietto, un fallito. Poi iniziai a giocare a Vampiri. La sera uscivo con look casual recitando la parte di Artemio De Santis, ricco e nobile Ventrue d'origini gallesi. Al termine degli incontri vampireschi andavo a ballare. Entravo in pista che ero Artemio, sapendo che avrei potuto comandare qualsiasi donna, e lei mi avrebbe ubbidito. Ero una creatura della notte, immersa nel caldo ovattato della folla danzante. Sentivo le giugulari pulsare, le vene muoversi nei décolleté delle fanciulle. Percepivo i corpi ardere di desiderio, avvertivo la fascinazione del vampiro, il potere di vita e di morte scorrermi nel sangue. Ci credevo talmente tanto che rimorchiavo in media una vittima al mese. Grazie a quell'illusione trasformai un momento sfigato nel periodo più intenso della mia vita. Ovviamente sapevo di non essere un vampiro, mi bastava recitarne la parte. Atteggiarsi, sentirlo, crederci nell'attimo fuggente del presente. Prendere la pillola rossa fingendo che fosse blu.

Purtroppo, a forza di pillole rosse, un giorno compresi d'essere diventato un banale collezionista sessuale. Cercavo avventure per rimpinguare la mia autostima. Non m'interessava portare avanti una relazione, nemmeno se lei era bella, intelligente, con tutte le cosine al posto giusto. Ricordo che ne presi atto dopo aver passato una serata di passione sui divanetti, strapazzando (e facendomi strapazzare) da un'avvenente fanciulla. Appena riconobbi il meccanismo del collezionista provai ribrezzo per il bisogno, del tutto umano, di avere conferme e sicurezze. Fu una fregatura, perché nel frattempo continuavo ad averne bisogno, ma mi faceva schifo l'averne bisogno. Un bel casino, insomma. Da quel giorno, per quasi cinque anni, tornai a ballare almeno due sere la settimana. Danzavo, bevevo e conoscevo rigogliose fanciulle. Ma non riuscivo più a toccarle. Mi faceva schifo sapere di volerle solo per aggiungere una crocetta sulla carlinga. Iniziai a rimpiangere i tempi andati quando, inconsapevole del meccanismo, mi godevo la vita. Anche per le ragazze fu peggio: le portavo a casa mia e le facevo dormire nel mio letto. Dormire, letteralmente, e nient'altro. Prima ero uno stronzo che rimorchiava per farci all'amore, ma almeno lo facevo. Regalavo illusioni, che per quanto effimere, erano sincere. Poi divenni uno stronzo perché (per rispettarle) non le toccavo. Ero meglio quand'ero peggio?

Il principale inganno della pillola blu consiste nell'illuderci che la pillola rossa sia cosa buona e giusta. Invece c'è una fregatura: prendendo la pillola rossa ammettiamo di mentire a noi stessi. Capiamo che la menzogna è il valore fondante della società. Teoricamente ciò potrebbe trasformarci in persone sincere e consapevoli ma, per amore della ricerca della consapevolezza, continueremo a cercare scheletri nell'armadio per tutta la vita. Dietro ogni verità c'è sempre un'altra verità.

Qualche anno più tardi compresi che m'ero preso in giro un'altra volta. L'inganno stava nella frase per rispettarle. Avevo trasformato un difetto (il rifiuto di mettermi in gioco) in una virtù (il rispetto per le donne). Da buon scienziato validai la teoria scientificamente, osservando il seguente fenomeno: se era lei a rimorchiarmi, allora ci stavo. Altro che rispettarle! Avevo solo spostato la responsabilità sul partner: rinunciando a rimorchiare (in senso attivo) avevo trovato il modo di proseguire il collezionismo sessuale senza sensi di colpa. Siccome io non mi prestavo al volgare gioco del corteggiamento, l'autostima restava alta. Se erano loro a volermi, che colpa ne avevo?
Ancora una volta credevo d'essere diventato consapevole, invece avevo solamente smontato una menzogna di secondo livello.

Morfeo e fiume?

Prendere la pillola rossa è come attraversare un fiume, ma senza possibilità di ritorno. La prima pillola è un passo nell'acqua che credevi calda: scoprendola fredda ti avvicini un po' alla verità, e gioisci. La seconda pillola è un tuffo dove non tocchi e credevi di toccare: nuova scoperta, nuova verità. Un attimo di paura, poi nuoti e ti esalti. Ma andando avanti, pillola dopo pillola, bracciata dopo bracciata, va di male in peggio. La verità è dolore, più vai avanti più ti avvicini al centro del fiume, dove la corrente è forte e l'acqua gelida. Devi schivare i tronchi lanciati tra i flutti, evitare i gorghi vorticanti e tenere la direzione. Scoprire, bracciata dopo bracciata, che la verità acquisita pochi metri prima era solo una bellissima bugia. Vai avanti collezionando verità per accumulazione di smentite. Solamente alla fine, giunto sull'altra sponda, capirai che per tutta la traversata ti sei raccontato una marea di frottole.
Ammesso che l'altra sponda esista.

Ecco perché si vive meglio ignorando d'essere responsabili di ogni delusione, dolore o fallimento. La rabbia è stata codificata nel nostro DNA per un buon motivo: restando inconsapevoli ci arrabbiamo col mondo e scarichiamo le colpe sugli altri. Il sistema nervoso ne beneficia, l'autostima sale, e tutto va meglio.

Per lo stesso motivo viene più facile dichiararsi altruisti piuttosto che egoisti. L'altruismo non esiste, esiste solamente dell'egoismo utile al prossimo. Quando diciamo "Dopo tutto quello che ho fatto per lui, guarda come si è comportato" oppure "E' un ingrato" manifestiamo un pensiero egoista. Se l'hai fatto per lui, l'hai fatto a gratis, punto. Non dovresti aspettarti nulla. Se ci rimani male significa che ti aspettavi un tornaconto, fosse anche solo un po' di riconoscenza. Nemmeno i martiri religiosi sono altruisti. Morire nel nome del tuo dio è un atto profondamente egoista. Un martire cristiano, per essere altruista, dovrebbe crepare nel nome di Allah, e viceversa: i martiri musulmani dovrebbero morire gridando Alleliuah. Quello sarebbe altruismo.
Se non vi piace ammettere che l'altruismo sia un'utopia ricordatevi del meccanismo dell'autoinganno, che fa percepire falso ciò che è dannoso alla nostra autostima. Se un concetto suona scomodo, o fa male, è quasi sicuramente vero. Da qui la scelta (più o meno conscia): "prendo la pillola blu perché si vive meglio credendo alle favole". Purtroppo così facendo ci illudiamo di sacrificarci per gli altri e di agire senza interesse. Molti altruisti-assolutisti sono peggiori degli assassini, perché niente è più pericoloso di chi agisce nel proprio interesse convinto di fare del bene. Anche i nazisti credevano d'essere nel giusto.

Morfeo altruista?

C'è un altro motivo per cui conviene dichiararsi altruisti. Occupandoci di salvare il mondo abbiamo la scusa pronta per ogni fallimento, perché è sempre colpa degli altri. Se avessero fatto a modo mio, sarebbe andato tutto bene. Se mio padre avesse divorziato, ora sarebbe ancora vivo. Se mia madre venisse a vivere da me, sarebbe più felice. Prediligiamo spesso obbiettivi che dipendono dal comportamento degli altri, così, se falliamo, è colpa loro.
Io preferisco essere egoista e pensarla come Ghandi, quando diceva "Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Preferisco lavorare su me stesso, ingoiare pillole rosse, sguazzare nell'acqua gelida. Perché La corrente è forte, io sono stanco e il fiume è ricolmo di tronchi impazziti. Prima devo togliermi le travi infilate negli occhi, poi mi occuperò delle pagliuzze altrui.

Riassumendo, per dirla giovane: la pillola blu spacca, la rossa è pacco. La pillola blu aiuta a vivere sereni nell'ignoranza, scaricando sugli altri ogni colpa, rabbia compresa.
- Ma lo sanno tutti, Morfeo! Non si può essere contemporaneamente felici e consapevoli...
Avete ragione, è una vecchia storia: consapevolezza e felicità sembrano strade opposte e inconciliabili. Infatti eccomi qua ad elogiare i vantaggi della pillola blu. Se ci pensate un attimo è una questione di coerenza. E' mio dovere presentarvi l'aspetto più scomodo della verità. Devo avvisarvi che seguendomi finirete a bordo di una nave sporca, indosserete abiti logori, mangiando pappette sintetiche al sapore di finto pollo.
- Ma allora perché proponi pillole rosse, se è meglio la blu?
Beh, ovviamente c'è un trucco. La pillola rossa è la scelta peggiore se credi di poter raggiungere la verità o l'illuminazione mistica. Presa così è deleteria, perché conduce all'emarginazione e alla sofferenza. Invece bisogna diventare consapevoli ma agire inconsapevoli. Per dirla alla Stelvio, occorre essere pazzi nella consapevolezza.
Non parlo di fingere con gli altri, ma con noi stessi. E' esattamente ciò che facevo quando mi calavo nei panni del vampiro: ero umano ma mi sentivo un vampiro. Lo facciamo tutti, è facile. Quando parliamo di Babbo Natale ad un bambino, quando usiamo l'ironia per smontare un momento di imbarazzo, quando diamo la colpa al governo perché piove. Ogni volta che mentiamo consapevolmente, scherzando, possiamo sentire l'autostima salire, le batterie caricarsi, il sorriso allargarsi. Cose del tipo "Sul lavoro non funziona un tubo, è tutta colpa di Gigetto". E Gigetto, fingendosi dispiaciuto, risponde "E' vero!". Risata collettiva. Oppure "Ma lo sai amore che sei l'unica donna della mia vita?" e lei "Ma lo dici a tutte?". E giù a ridere (o fare sesso). Queste cose fanno bene, benissimo. I gesti simbolici, teatrali, ludici. Fingere, per un attimo, d'essere una macchietta, uno stereotipo, uno scherzo. Indossare una maschera per scelta. Essere ignoranti per finta. Il gioco della menzogna condivisa e consapevole, detta anche sarcasmo, umorismo o ironia, unisci i vantaggi della pillola blu ai benefici di quella rossa. E' un modo per essere inconsapevoli consapevolmente: pillola rossa dentro, pillola blu fuori.
Oppure, per dirla con le parole di mio padre
- Un soldo de mona in scarsela no ga mai fato mal a nisuni
(una moneta da sciocco in tasca non ha mai fatto male a nessuno)