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La Sporca Dozzina

Luglio 2017

L'infelicità consiste nel non sapere quel che vogliamo,
ma nell'ammazzarci per ottenerlo
[Herold]

Alimentazione o Svago?

Nelle puntate precedenti abbiamo introdotto l'Indicatore di Appartenenza a un Comportamento, in breve IAC, per capire quanto un'abitudine sia diffusa all'interno della Matrice. Lo IAC è stato definito sulla base di sette variabili: coordinate spazio-temporali, specie, sesso ed età. La scelta di limitarsi a solo sette variabili è opinabile, ma se vogliamo abbandonare le epifanie dorate dell'iperuranio e tuffarci nella filosofia pratica dobbiamo scendere a patti.
Del resto le questioni importanti sono ben altre: cosa rappresenta lo IAC in termini concreti? Quanti e quali comportamenti indicano il grado di appartenenza complessivo alla Matrice? Su quale scala geografica? Con quale granularità?

Andiamo con ordine, iniziando dalla prima domanda. Per rispondere proviamo a ripescare i valori degli IAC associati al comportamento lavorare tot ore la settimana.

  • Lavorare 0 ore la settimana: 0,48
  • Lavorare 20 ore la settimana: 0,01
  • Lavorare 30 ore la settimana: 0,61
  • Lavorare 40 ore la settimana: 1,98
  • Lavorare 50 ore la settimana: 0,23

In questo caso la moda della distribuzione, ovvero il comportamento avente IAC maggioritario [1], è pari a circa 40 ore la settimana (per la precisione: 38).
Dopodiché definiamo normalità il comportamento di moda e tariamo gli altri comportamenti su di esso, ottenendo una serie di valori che chiameremo Indicatori di Appartenenza alla Matrice, ovvero IAM (in termini statistici tale processo viene detto normalizzazione dei dati).
In pratica per ottenere le misure degli IAM basta dividere i valori degli IAC per 1,98 (la nostra moda):

  • Lavorare 0 ore la settimana: 24%
  • Lavorare 20 ore la settimana: 0,5%
  • Lavorare 30 ore la settimana: 31%
  • Lavorare 40 ore la settimana: 100%
  • Lavorare 50 ore la settimana: 12%

Ciò permette di rispondere alla prima domanda: cosa rappresenta lo IAC in termini concreti?
Risposta: lo IAC serve a essere normalizzato (sul valore della moda) per ottenere gli Indicatori di Appartenenza alla Matrice, ovvero gli IAM.
E a cosa servono gli IAM, direte voi? Beh, lo IAM è il primo indicatore avente un significato concreto, perché ci dice quanto un comportamento è "normale" all'interno della società.

Indicatore di Appartenenza alla Matrice (IAM)

Date le misure degli IAC di un singolo comportamento definiamo normalità il valore avente IAC massimo. Dividendo i diversi IAC per tale valore si ottengono le misure degli IAM, che indicano quanto tale comportamento sia normale nella Matrice.

Vediamo alcune applicazioni pratiche. Se lavoro quaranta ore la settimana sono perfettamente alla moda, o meglio normale, perciò appartengo alla Matrice al 100%. Se invece ne lavoro solo trenta sono nella Matrice al 31%. Ma potrei uscire dalla Matrice anche lavorando più del solito, perché gli stacanovisti che lavorano cinquanta ore la settimana appartengono alla Matrice solo al 12%, ergo sono più fuori di chi lavora part-time.
Ricordiamoci che stiamo parlando di stare fuori dalla Matrice dal punto di vista del comportamento lavorare tot ore al giorno. Per sapere se siamo fuori dalla Matrice in senso globale dovremmo calcolare lo IAM di tutti i comportamenti possibili e calcolare poi la media su tutti questi valori.
- Cosa intendi per globale, Morfeo?
Grazie della domanda. Proverò a rispondere con un esempio. Supponiamo che Gigetto lavori quaranta ore la settimana, perciò è perfettamente normale. Ma se venisse fuori che Gigetto non ha una casa perché vive sotto un ponte, né parenti né una donna né un cane, non possiede mezzi di trasporto e neppure un conto di banca, allora sarebbe difficile dire che la sua vita è normale. Gigetto potrebbe essere un folle che lavora per la gloria, devolvendo l'intero stipendio alla Chiesa di Scientology, al culto Pastafariano o all'Unicorno Rosa. In questo contesto sarebbe assurdo affermare che Gigetto sta nella Matrice, ma sarebbe altrettanto strano piazzarlo fuori dalla Matrice, visto che lavora otto ore al giorno. Più probabilmente Gigetto vive sul confine, una sorta di terra di nessuno collocata tra il dentro e il fuori, a metà strada tra il conformismo e la ribellione.

Enumerazione di comportamenti

Gigetto ci insegna che non possiamo basarci su un singolo comportamento per dire se siamo dentro o fuori la Matrice, ma occorre prendere in esame tutti i comportamenti possibili. Purtroppo, per elencare tutti i comportamenti dovremmo imbarcarci in discussioni lunghe anni, complessi formalismi matematici [2] o seghe mentali quantistiche [3].
Proviamo a essere ottimisti e immaginiamo che ciò sia possibile. Avendo sottomano la lista dei comportamenti potremmo associare un numero a ciascun comportamento e collocarlo su una retta (asse delle ascisse, o asse X).

Dopodiché potremmo tracciare i valori degli IAM sull'asse delle ordinate (variabile Y), ottenendo così la curva caratteristica di appartenenza alla Matrice per una singola persona. Infine potremmo sovrapporre alla curva una retta orizzontale associata al valore IAM = 100%, che rappresenta la retta della normalità. Se ciò fosse possibile potremmo dire se viviamo dentro o fuori la Matrice con un semplice colpo d'occhio: se la nostra curva caratteristica sta vicino alla normalità siamo nella Matrice; se la curva sta lontano (sopra o sotto) dalla normalità viviamo fuori dagli schemi. Se la situazione è confusa, perché la curva oscilla lontano dalla retta della normalità, intersecandola più volte, forse siamo rimasti incastrati sul confine e viviamo tra pareti di filo spinato.

Dentro e Fuori la Matrice

Bel volo pindarico. Purtroppo, non potendo elencare tutti i comportamenti possibili, non potremo mai tracciare la curva caratteristica di appartenenza alla Matrice. Ma la vita è fatta di compromessi, e nulla ci obbliga a rincorrere una definizione perfetta. La scienza contempla spesso un errore di misura: quel che conta è definire una procedura operativa, anche se approssimata. Potremmo, ad esempio, misurare lo IAM di un campione di comportamenti e usare tali misure per interpolare la curva caratteristica.
Si tratterebbe di adottare un procedimento simile a quello usato per campionare i segnali audio in formato digitale. Quando ascoltate un CD o un brano MP3, la musica che giunge alle vostre orecchie non è una curva continua, bensì un treno di impulsi densamente compressi nell'aria [4]. L'orecchio non si accorge di nulla, perché l'elevata frequenza di campionamento fa sì che i nostri timpani ricostruiscano il segnale audio, rendendolo praticamente indistinguibile dalla musica "autentica" (quella prodotta da uno strumento musicale o dalla voce umana).

Campionamento della curva caratteristica

Possiamo fare altrettanto con la curva caratteristica di appartenenza alla Matrice?
Io dico di sì. Invece di arrovellarci per trovare un modo di valutare lo IAM per miliardi di comportamenti, proviamo a scegliere alcuni comportamenti salienti e usiamoli per campionare la curva di appartenenza alla Matrice. Ma quanti e quali comportamenti dovremmo considerare? Quali sono i comportamenti significativi, che permettono un buon campionamento della curva teorica?

Personalmente ritengo che la ruota sia stata inventata per pigrizia: perché portare dei macigni sulle spalle quando basta usare una carriola? Ispirato dal Principio della Pigrizia ho selezionato alcuni comportamenti esaminati dall'ISTAT, ovvero quelli per cui è risultato facile reperire i valori degli IAM [5]. Eccoli:

  1. Alimentazione (ore dedicate al consumo dei pasti)
  2. Riposo (ore di sonno, comprese pennichelle, riposini e relax)
  3. Nucleo familiare [n] (numero di persone nello stato di famiglia)
  4. Stipendio [€] (somma di stipendio, rendite, pensioni, aiuti dai parenti)
  5. Patrimonio [€] (valore economico di tutti i beni posseduti)
  6. Lavoro (ore di lavoro settimanali)
  7. Cura della persona (ore trascorse a lavarsi, radersi, truccarsi)
  8. Faccende (lavori domestici, gestione dei soldi, pulizie, spesa, riparazioni)
  9. Spostamenti (ore di viaggio al giorno, non per piacere)
  10. Tempo Libero (vacanze, televisione, lettura, sport, cinema, hobby, arte, giochi)
  11. Affetti (genitori, consorte, amici, parenti)
  12. Studio (scuola, cultura, investimenti su se stessi)

La lista qui sopra è opinabile, nonché incompleta per definizione. E' anche un concetto orribile, perché introduce dodici categorie errate per almeno due motivi: in primis perché sono definite dal sottoscritto (e quindi soggettive), secundis perché vanno contro i principi della logica Fuzzy cui ci siamo affidati finora. Inoltre, dal punto di vista pratico, non è facile collocare i comportamenti all'interno di una sola categoria. Se ceno al ristorante rientro nella categoria Alimentazione o Tempo Libero? E se lo faccio in compagnia, mi sto dedicando agli Affetti?

Quella Sporca Dozzina

Lo so: sono un teppista che tira il sasso e nasconde la mano. Ho introdotto dodici categorie per campionare la curva caratteristica, ma contemporaneamente vomito il disgusto per un approccio così aristotelico. Queste sono nefandezze che ho sempre criticato in Steiner, Gurdjieff o Ouspensky: tutti molto saggi e profondi, ma accomunati dal brutto vizio di descrivere il mondo in termini di categorie e schemi analitici. A mia discolpa posso solo dire che questi categorie non pretendono affatto di essere assolute. Sono solamente punti di campionamento, ovvero: sarebbe del tutto lecito campionare la curva caratteristica scegliendo altri venti, cento o mille comportamenti, diversi da quelli sopra elencati. Per ricordarci dell'intrinseca grettezza di questa lista, d'ora innanzi la chiameremo la Sporca Dozzina.

Per quanto tale definizione sia orripilante, arbitraria e soggettiva, si tratta di un enorme passo avanti. La scelta di monitorare solo dodici comportamenti permette un rozzo campionamento della curva caratteristica. Certo, stiamo trascurando migliaia di altri comportamenti, esattamente come il formato MP3 trascura migliaia di frequenze sonore [6]. Perciò, se pensate di rifiutare la Sporca Dozzina solo perché "non sto misurando tutti i comportamenti possibili", doveste anche buttare via i vostri CD, DVD e cancellare i file MP3 dal disco fisso. Oppure dovreste assumere un'orchestra disposta ad accompagnarvi mentre fate jogging.

Chiarito il significato della Sporca Dozzina, andiamo a dipanare l'ultimo dubbio, quello relativo alla granularità della Matrice. Secondo Cypher dovrebbe esistere una Matrice per ogni nazione, regione, città e comune. La Matrice cambia da quartiere all'altro, perché variano i comportamenti di moda, i valori sociali e i modus operandi. Di questo passo avremmo una Matrice per ogni famiglia, o addirittura una per ogni singolo individuo.
Ecco perché, sin dall'inizio, abbiamo usato l'aggettivo maggioritario. La Matrice è l'insieme dei comportamenti adottati dalla maggioranza delle persone in un certo contesto. Perciò la domanda sulla granularità può essere riformulata così: quanto deve essere vasto il contesto della Matrice? A mio parere conviene definire la Matrice a livello nazionale, perché i confini politici delle nazioni coincidono spesso coi confini culturali, ovvero quelli che impattano la nostra esistenza dal punto di vista pratico.
- Non sono d'accordo, Morfeo. La realtà italiana cambia di città in città!
Certo, capitan ovvio! Ma cerchiamo di essere pratici: un trasloco da Napoli a Milano può rivoluzionare la vostra vita, perché cambiano comportamenti, prassi e abitudini. Ma possiamo ancora parlare la stessa lingua, rispettare le stesse leggi e mangiare più o meno le stesse cose (a parte la pizza). La situazione invece cambia drasticamente quando emigriamo da una nazione all'altra. In tal caso dobbiamo mettere in discussione l'intera esistenza, personalità compresa.
Avete mai provato a fare giochi di parole in una lingua diversa dalla vostra? A coglierne i doppi sensi? A esprimere tutta la vostra sprizzante simpatia in un idioma poco familiare? Per non parlare dei costumi sociali: in Inghilterra impiegai mesi a capire che le tessere telefoniche si comprano dal fruttivendolo anziché dal tabaccaio, e che uscire la sera a bere una birra significava tornare a casa alla undici di sera. Per non parlare del sale nella pastasciutta.

Una volta chiarito il contesto geografico della Matrice, e ingoiato il rospo della Sporca Dozzina, possiamo definire un criterio formale di appartenenza alla Matrice.

La Sporca Dozzina

Il grado di appartenenza alla Matrice su scala nazionale può essere misurato (rozzamente) comparando i valori degli IAM di 12 comportamenti caratteristici, ovvero: cibo, sonno, famiglia, stipendio, patrimonio, toilette, lavoro, faccende, spostamenti, tempo libero, affetti e studio.

Per sapere se viviamo dentro o fuori la Matrice (almeno in prima approssimazione) basta conteggiare le ore [5] che dedichiamo ai comportamenti della Sporca Dozzina, compararle con le corrispondenti mode sul territorio nazionale, e calcolare il rapporto tra i due valori: il risultato ci dirà, in termini percentuali, quanto apparteniamo alla Matrice per ciascun comportamento.
Mediando infine su questi dodici valori otterremo un unico numero: se tale valore sarò vicino al 100%, siamo dentro la Matrice. Viceversa, se il valore è lontano dal 100%, siamo fuori dalla Matrice.
Vi suona macchinoso? Artificioso? Troppo deterministico?
Beh, ricordate che questa è solo una stima, un criterio convenzionale, un campionamento a bassa frequenza del segnale audio caratteristico della realtà locale. Come ogni stima, il criterio della Sporca Dozzina non rappresenta una verità assoluta, ma è meglio di niente. Pensate alla Sporca Dozzina come a una torcia elettrica: non permette di trasformare la notte in giorno, ma illumina il sentiero e ci guida lungo il cammino.

Dentro e Fuori la Matrice

Qualcuno potrebbe obbiettare che tale criterio di misura non è solo grezzo, approssimato e convenzionale, ma anche scomodo. Come possiamo conteggiare i valori degli IAM? Come confrontarli con quelli nazionali? Niente paura: io, senza saperlo, lo faccio da vent'anni. Nella prossima puntata vi mostrerò come fare e condividerò le misure di appartenenza alla Matrice del sottoscritto, relative al periodo che va dal 1997 al 2017.
Siete sorpresi? Come posso aver iniziato a misurare il mio grado di appartenenza alla Matrice prima di formulare la teoria stessa? Semplice: mi sono affidato all'Alta Magia.
Se state ancora leggendo, non avete strappato la pagina e non siete schiattati ridendo a crepapelle, vi invito a tenervi forte, perché sto per donarvi un'ultima chicca: scienza e magia sono parenti stretti. Entrambe ricercano la verità, compiono esperimenti e permettono di vivere meglio. L'unica differenza sta nella modalità di gestione degli errori: davanti a un fallimento la scienza rivede la teoria, la magia invece rivede la metodologia.
Voi da che parte state? Cosa fate quando le cose non girano come dovrebbero? Mettete in discussione il vostro modello della realtà, come farebbe uno scienziato, o date la colpa agli altri, come farebbe un mago?
Pensateci bene, prima di rispondere, perché nella prossima puntata arriveremo in fondo della tana del bianconiglio, e passeremo il punto di non ritorno.


[1] E' sempre possibile individuare la moda di una distribuzione, anche qualora la curva presentasse più gibbosità: in casi simili il valore della moda sarebbe semplicemente condiviso da più gobbe.

[2] Per enumerare l'insieme dei comportamenti in termini matematici si potrebbe tirare in ballo una grandezza continua, ovvero non numerabile. Per dirlo in parole semplici: non dovremmo usare i numeri interi bensì quelli decimali, che permettono l'aggiunta di infinite cifre dopo la virgola (non periodici). A supporto di questa ipotesi consideriamo due comportamenti apparentemente "vicini" tra loro: passeggiare da soli (primo comportamento) e passeggiare in compagnia (secondo comportamento). Se associassimo a questi due comportamenti due punti collocati su una retta, allora esisterebbero svariati comportamenti intermedi. Ad esempio:

Passeggiare da soli pensando alla fidanzata
Passeggiare da soli pensando di telefonare alla fidanzata
Passeggiare da soli telefonando alla fidanzata
Passeggiare assieme alla fidanzata, grattandosi la testa e riflettendo sulla definizione di "compagnia"

Considerando che le parole del dizionario sono in numero finito (e quindi numerabili), a rigore dovrebbero esserlo anche le loro combinazioni, per quanto lunghe e complesse. Ma appellandoci al Principio Antropico si potrebbe obiettare che la capacità umana di descrivere i comportamenti sia limitata dal linguaggio, e che altre culture (aliene) potrebbero descrivere i comportamenti in modo più accurato. Conseguentemente, per stare larghi di manica e pararsi le chiappe, sarebbe saggio assumere che la cardinalità dei comportamenti abbia (almeno) potenza del continuo, ovvero sia un'infinità descrivibile in termini di numeri decimali (o meglio: reali).

[3] Il concetto di comportamento di un individuo assomiglia al concetto di stato di un sistema fisico complesso.
Si potrebbe perciò associare ogni comportamento allo stato degli atomi (o particelle) costituenti l'organismo del soggetto in esame. Assumendo che ogni atomo possa trovarsi in almeno due stati diversi (ipotesi minimale) e ricordando che il corpo umano contiene circa 7·1027 atomi (i.e. 7 miliardi di miliardi di miliardi), il numero di comportamenti possibili sarebbe pari al numero di combinazioni degli stati atomici, ovvero 2 elevato alla 7·1027, un numero decisamente spropositato. Ciò sembra confermare l'ipotesi che il numero di comportamenti possibili sia pressoché equipollente alla scala dei numeri reali (la cosiddetta potenza del continuo).

[4] Di solito il campionamento avviene tra i 44 e i 48 KHz, pari a circa cinquantamila impulsi al secondo. In soldoni, se la nostra curva caratteristica fosse un segnale audio, per avere una qualità comparabile a quella di un CD musicale dovremmo misurare lo IAM di "solo" cinquantamila comportamenti.

[5] Il modo più semplice di misurare lo IAM richiede di descrivere il comportamento mediante una frase del tipo "fare la tal cosa tot ore al giorno", e difatti la maggior parte dei comportamenti è espressa in questi termini. Considerata però l'importanza del benessere economico nella nostra esistenza, abbiamo inserito nell'elenco anche comportamenti associati a locuzioni del tipo "guadagnare tot soldi al mese" oppure "possedere un patrimonio di tot valore". Abbiamo marcato tali comportamenti con la valuta dell'euro (€) per enfatizzare che essi sono misurati in termini economici anziché in numero di ore. Lo stesso dicasi per l'indicatore del nucleo familiare, dove n indica il numero dei componenti.

[6] Stiamo trascurando molti aspetti cruciali dal punto di vista dell'integrazione sociale, quali ad esempio le preferenze sessuali, alimentari o religiose. Ovviamente un individuo eterosessuale, carnivoro e cristiano appartiene alla Matrice italiana più di un omosessuale vegetariano ebreo. Abbiamo volutamente escluso i comportamenti relativi alla nostra essenza (ciò che siamo) per focalizzarci su quelli relativi al nostro stile di vita (ciò che facciamo). Ci interessa infatti discutere le scelte che facciamo quotidianamente per stare dentro o fuori la Matrice, non quelle che caratterizzano l'intera nostra esistenza. In soldoni: è più probabile che Gigetto decida di uscire dalla Matrice iniziando a cercarsi un lavoro part-time, piuttosto che cambiando orientamento sessuale.