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Scienza & Psiche

Dicembre 2014

Chiamiamo saggio ciò che già reputiamo vero,
quando ci viene detto con parole nuove

Morfeo indica la collina

Per indagare la funzione delle regole ci siamo lasciati contaminare dalla psicologia, psichiatria e neuroscienze. A questo punto mi aspetterei la seguente obiezione.
- Caro Morfeo: in precedenza hai affermato che la mente è fallace. Che non possiamo dimostrare la correttezza di alcun ragionamento. Hai detto che la scienza non conduce alla verità, perché la verità assoluta è inconoscibile. Ora, invece, spacci i risultati delle neuroscienze come se fossero latori di verità. Non è una contraddizione?

Chiariamo una cosa: quando dico che la mente mente, intendo che i nostri ragionamenti non sono affidabili. Ebbene: la scienza non è un ragionamento. La scienza è una metodologia di indagine della realtà che non deriva dal ragionamento, né usa il ragionamento per avvalorare le proprie tesi. Anzi, spesso la scienza produce risultati che contraddicono i ragionamenti dettati dal buon senso.

Ricordate l'esperimento dei fori di Young? Il buon senso direbbe che l'elettrone passa per un foro o per l'altro. La scienza invece afferma che la domanda non ha senso: l'elettrone passa sia per entrambi i fori, sia per uno solo di essi, e lo fa contemporaneamente. La scienza fornisce risultati che vanno contro il buon senso, contraddicendo la logica umana.

Molte persone rifiutano i risultati delle neuroscienze perché demoliscono l'immagine che abbiamo di noi stessi. E come abbiamo costruito tale immagine? Iterando ragionamenti ingenui e fallaci. Basta dare un'occhiata alla lista dei bias cognitivi per sentire l'irrefrenabile impulso di negare di essere fatti così. E scommetto che avete pure pronto un ragionamento che giustifica la vostra avversione alla psicologia. Come se gli elettroni potessero, con un ragionamento, negare di sottostare alla forze elettromagnetiche, e pretendere di avere ragione mentre sciamano ignari verso il catodo.

Sarà, ma tutto ciò mi ricorda da vicino il modo in cui costruiamo il tessuto onirico, notte dopo notte. Faccio un sogno assurdo e la mente trova subito un ragionamento che, per quanto bislacco, giustifica la stranezza del sogno. Solamente al risveglio ci accorgiamo che il ragionamento era sbagliato, infantile o addirittura illogico. Il problema, con la realtà quotidiana, è che la maggior parte di noi non si sveglierà mai e perseguiterà a supportare ideologie dogmatiche basate su ragionamenti di comodo. E' l'effetto della pillola blu: dormi tranquillo e sereno, non farti troppe domande, che va tutto bene. Il risveglio, invece, necessita sempre di una pillola rossa.

Ecco perché la scienza utilizza la sperimentazione per validare i ragionamenti. Il metodo scientifico afferma che una teoria (un ragionamento) è corretta solo se gli esperimenti (i fatti) la confermano. Certo, la scienza non è perfetta, non conduce alla verità assoluta, ma ci va più vicina del ragionamento. La scienza fornisce risultati che vanno contro il buon senso. Ergo: la scienza è uno strumento capace di smontare il meccanismo dell'autoinganno, di mostrarci cosa ci tiene all'interno della Matrice, di sgonfiare la marea di balle che ci raccontiamo.

Occhiali colorati

Ricordate l'esempio degli occhiali colorati? La galleria d'arte monocromatica? La scienza è lo strumento che permette di capire che "un quadro è giallo" anche quando noi lo vediamo verde. E' una notizia strepitosa, perché ci fornisce indizi sul colore delle nostre lenti! Altre volte, purtroppo, la scienza ci dice "il quadro è blu" quando già lo vediamo blu. In tal caso la notizia è inutile, perché non ci fornisce informazioni sul colore dei filtri.

Morale della storia: le scoperte più utili sono quelle che vanno contro il buon senso! Sono questi i veri regali della scienza! Le scoperte antipatiche, che ci dipingono come bruti, barbari, animali o sottosviluppati, sono quelle che servono! Quelle che aiutano a trovare noi stessi! Ma noi, siccome sono scomode, facciamo orecchie da mercante.

Negare i risultati delle neuroscienze è come buttare nel cesso gli unici indizi per conoscere noi stessi. La pillola rossa non è mai zuccherata, ma inzuppata di fiele. Invece noi sputiamo e tiriamo lo sciacquone.

La psicologia moderna, che molti ancora confondono con la psicoanalisi o la psichiatria, è uno dei principi attivi della pillola rossa. Molti rifiutano la psicologia perché preferiscono vivere nel vago, preservare lo spazio di manovra, allontanare chi tenta di invadere la nostra soggettività. Ben venga una scienza che possa spiegare, e quindi rendere oggettivi, atomi ed elettroni. Ma guai a coloro che tentano di svelare i segreti della mente umana. Come la scienza, anche la psicologia è misconosciuta. Un esempio sono le teorie educative basata sul permissivismo, riassunte dal motto "Lascialo esprimere, non soffocare la creatività del bambino". Sono teorie nate negli anni '70, enunciate negli anni '80, e divulgate dalle istituzioni e mass-media negli anni '90, quand'erano già obsolete. Negli anni '90, mentre televisione e riviste da barbiere suggerivano di lasciar esprimere i bambini, gli psicologi consigliavano di imporre regole ai figli per evitare lo sviluppo del delirio di onnipotenza, che spesso è il meccanismo responsabile dell'insicurezza, violenza o asocialità degli adulti del futuro.

Misure scientifiche

Ma c'è un altro problema: anche coloro che credono nella scienza, quando si tratta di risolvere un disaccordo, si guardano bene dall'applicare il metodo scientifico. Ricordate quando cercavo di misurare la realtà sociale segnando le ore, contando gli appuntamenti e registrando le conversazioni? Ebbene, ogni volta che lo facevo venivo accusato di essere pazzo o malato di mente.
- Ma ti pare normale, Morfeo, registrare un litigio per vedere chi ha ragione?
E' una questione di coerenza. A me pare assurdo usare acceleratori per misurare il pulviscolo atomico ma rifiutarsi di filmare una discussione in famiglia. Qual'è la verità più importante? La posizione di un atomo o la forza di un matrimonio? E' meglio misurare l'acidità di una soluzione biologica o il rancore delle vostre parole?
Io temo che tanta incoerenza sia una scusa: ci torna comodo oggettivare il superfluo (la materia), ma intanto lasciamo nel limbo ciò che potrebbe comprometterci (noi stessi). Se nessuno mette a nudo le regole dell'interazione sociale, se tutto resta fumoso e soggettivo, è più facile nascondere le nostre contraddizioni. Siamo animali incoerenti e non vogliamo che qualcuno punti i riflettori sui nostri difetti, misurandoli oggettivamente. La scienza ci piace solo quanto parla di buchi neri, viaggi spaziali e radicali liberi. Ma guai se viene a farci i conti in tasca.

La negazione delle verità scomode attraverso ragionamenti errati è un fenomeno tipicamente umano. E' il principio attivo della pillola blu, che usa l'endorfina dell'ignoranza per tenere alta l'autostima. Vediamo alcuni esempi.

Errata: La Fisica è una scienza astratta, perché ragiona in termini di particelle puntiformi, assenza di attrito e modelli ideali. Non si potranno mai risolvere problemi reali applicando le leggi di Newton.
Corrige: si confonde la fisica scolastica (insegnata sui banchi di scuola) con quelle applicata (che fa funzionare il vostro GPS). Mai sentito parlare di Meccanica Razionale o Relatività?

Errata: la psicologia ha fatto più danni che altro.
Corrige: si confonde la psichiatria (analisi) con la psicologia (scienza).

Errata: i consigli dei medici lasciano il tempo che trovano. Mio nonno beveva come una spugna, fumava come un turco, e ha campato cent'anni.
Corrige: si assumono le code marginali di una distribuzione statistica come valore centrale.

Errata: la religione si basa su dogmi di fede non dimostrabili, al contrario della scienza.
Corrige: anche il metodo scientifico non è dimostrabile, per cui è un atto di fede.

Errata: l'inquinamento globale su scala mondiale è dovuto alle politiche governative, non al comportamento dei singoli cittadini.
Corrige: è come dire che le 15 milioni di vittime dell'olocausto sono morte per colpa di Hitler, e chi lavorava nei campi di sterminio era una vittima del sistema.

Errata: essere vegetariani riduce l'inquinamento, perché servono quindici chili di verdura (mangime) per produrre un chilo di carne. Quindi meglio mangiare la verdura.
Corrige: ogni sistema agricolo produce un surplus di biomassa, ed è meglio darlo da mangiare agli animali piuttosto che buttarlo via.

Errata: la carne è un alimento essenziale per il nostro fabbisogno giornaliero.
Corrige: mangiare troppo carne fa male, meglio assumerla al massimo tre o quattro volte al mese. Oppure possiamo optare per le proteine vegetali, a patto di accostarle in modo complementare.

Errata: la lavastoviglie fa risparmiare acqua e corrente.
Corrige: a mano, con un po' d'attenzione e un litro d'acqua fredda, si può lavare un servizio da sei persone, pentole incluse.

Errata: almeno una volta alla settimana la televisione parla di un caso di violenza sessuale, ed è sempre colpa di un immigrato.
Corrige: in Italia sono denunciati quasi 5.000 casi di violenza sessuale all'anno. Una violenza interrazziale alla settimana corrisponde a 52 casi l'anno, pari ad appena l'1% della casistica nazionale (quindi non "sempre"). Senza contare gli abusi non denunciati.

Errata: l'Italia sarebbe una nazione migliore se non fosse governata da delinquenti.
Corrige: in una società di leoni, i predatori più abili hanno successo. In una società di gazzelle, le prede più veloci hanno successo. In una nazione di disonesti...

Errata: è possibile affermare, una per una, se le affermazioni sopra elencate sono vere o false.
Corrige: non è possibile dimostrare la bontà di un ragionamento con un altro ragionamento. Lo dicono il teorema di Gödel, le teorie di Damasio e i risultati delle neuroscienze. Ogni posizione ideologica è la razionalizzazione di una posizione emotiva.

Quest'elenco è chiaramente una provocazione, ma neanche troppo. A tal proposito il Manuale di Uscita dalla Matrice recita:

L'errore di Cartesio

Gli esseri umani non sono in grado di compiere scelte razionali, né di supportare ideologie basate su deduzioni logiche. Ogni ragionamento è la razionalizzazione a posteriori di una scelta scatenata dal vissuto emotivo.

Antonio Damasio

Il teorema riassume le scoperte di Antonio Damasio, neuroscienziato portoghese di fama mondiale. Damasio ha scoperto che gli individui che presentano lesioni all'amigdala (la parte del cervello dove nascono le emozioni) non riescono più a compiere scelte razionali. Eclatante è il caso del manager in carriera, che dopo un trauma localizzato nell'amigdala non riusciva più a lavorare, perché non era nemmeno in grado di scegliere con quale penna firmare un contratto. Nera o blu? Si tratta apparentemente di una scelta razionale, ma in realtà la decisione viene scatenata dalle emozioni associate ai colori. Ad esempio, se sappiamo che solamente il colore nero ha valore legale, quando firmiamo il contratto evitiamo di firmare con la penna blu per paura che il contratto venga annullato. Se togliamo la paura (perché viene meno la funzione dell'amigdala), il manager non riesce a trovare un motivo convincente per scegliere una penna anziché l'altra. E passa la giornata a tormentarsi sulla decisione.

Non ci credete? Vi sembra un caso limite? Infatti è un caso limite. La congettura di Damasio si basa su centinaia di casi e decine di studi, ed è confermata da numerose ricerche. Ci sono i risultati di Daniel Wolpert, che evidenziano come la funzione principale del cervello sia quella di coordinare i movimenti del corpo. Il cervello non serve affatto a pensare, come ci piace credere per sentirci superiori agli animali (che ne sono parimenti dotati). Esistono animali che girovagano qua e là fino a che non trovano un posto dove stanziarsi. A quel punto si fermano, e siccome decidono di non spostarsi più, si nutrono del proprio cervello, ormai superfluo. Oppure ci sono i libri di Goleman, le intelligenze multiple di Gardner e compagnia bella. Se non volete fidarvi della scienza, allora potete affidarvi alle conclusioni dei filosofi, primo su tutti Douglas Hofstadter col suo Gödel, Escher, Bach - Un'eterna ghirlanda brillante. Persino il buon Anthony di Mello potrebbe bastare per convincervi che la mente vi prende in giro. Andando più indietro abbiamo i paradossi di Lewis Carrol, il motto argumentum ad consequentiam, la critica alla ragion pura di Kant. A modo suo, addirittura Zenone porta l'acqua al nostro mulino, perché ci mostra come il ragionamento possa condurre a risultati errati, pur essendo (apparentemente) logico.

Fanatismo religioso

Se siete ancora convinti di essere creature razionali è proprio in virtù dell'Errore di Cartesio. Il modello di Damasio è consistente, perché spiega anche il nostro rifiuto verso il modello stesso. Dentro di noi urla e si agita un'emozione che nega, in modo del tutto irrazionale, la tesi che ho appena enunciato. E' proprio tale emozione che ci spinge a cercare, documentarci e leggere, conducendoci tra le braccia delle correnti di pensiero che dipingono l'uomo come essere dotato di raziocinio.
Vale anche il contrario. Chi, come me, accetta di essere incapace di compiere deduzioni logiche, significa che è spinto da una sfiducia (del tutto emotiva) nei confronti della logica e della razionalità, e per questo si riconosce nella posizione di Damasio. Insomma: prima assumiamo una ben precisa posizione ideologica, basata su scelte emotive, poi andiamo a leggere i libri che ci danno ragione.

Pensateci bene. Quante volte avete visto qualcuno cambiare opinione in modo stabile, durante una discussione che verteva sulla religione o la politica? Magari il vostro interlocutore può concedervi un punto o due, dirvi che avete ragione su qualcosa, specialmente se è educato o non ha interesse ha vincere la disputa ideologica. Oppure può cambiare idea per un paio d'ore. Ma lasciate passare qualche giorno, mettetelo in cabina elettorale, e molto probabilmente voterà come ha sempre votato.
Certo, a volte le persone cambiano idea, ma lo fanno perché prima sono cambiate le emozioni sottostanti. Le discussioni con le altre persone esternano mutamenti già avvenuti sul piano emozionale. Il ragionamento trasforma le emozioni in posizioni ideologiche. Il cambiamento della coscienza razionale è l'effetto, non la causa, del nostro mutamento. Non a caso i grandi cambiamenti sono quasi sempre preceduti una delusione, una disgrazia o una forte emozione, che da il via alla rivoluzione interiore. La presa di coscienza intellettuale è solo la punta dell'iceberg, il colpo di coda, di un lungo travaglio emotivo.

Guardate sui Social Network. E' stato verificato che ogni individuo tende, col passare del tempo, a circondarsi principalmente di persone che gli danno ragione. Chi pubblica notizie che contraddicono il nostro credo ideologico, chi ci bombarda con ragionamenti opposti ai nostri, viene cancellato o addirittura bloccato. Discussione dopo discussione, nella nostra bacheca si troveranno solamente notizie, amici e titoli che la pensano come noi.

La tesi è supportata anche dal concetto di dissonanza cognitiva. Tale dissonanza nasce tutte le volte che dobbiamo convivere con posizioni diverse. La posizione "il fumo aumenta il rischio di cancro ai polmoni" strida con la posizione "le mie scelte sono giuste": da ciò nasce una tensione che sfocia nella giustificazione, nella lamentela o nella negazione. Se non mi uccide il fumo, lo farà qualcos'altro (giustificazione). Con la vita che faccio mi merito pur qualche vizio (lamentela). Mio nonno fumava due pacchetti al giorno e ha campato cent'anni (negazione). In tutti i casi stiamo razionalizzando le nostre emozioni, anziché affidarci ai risultati della ragione.

Idea!

Infine c'è il saggio sull'onestà intellettuale del professor Kilroy, personaggio inventato da Alessandro Baricco, secondo il quale gli uomini hanno idee, ma poi le perdono per strada. Allo scopo di difendere le idee dalle critiche altrui, il nucleo originale del pensiero viene coperto da barriere protettive, ragionamenti e letture che rafforzano il nostro credo, rendendolo inossidabile e inespugnabile. Alla fine non abbiamo più idee, ma una Linea Maginot di argomentazioni intellettuali, fatta di bunker e filo spinato, trincee e campi minati, tagliole e telecamere. Se qualcuno ci propone un concetto che stravolge il nostro universo, noi siamo già armati di fonti, citazioni, letture ed esperimenti che difendono la nostra idea.

Lo si vede benissimo durante le tribune elettorali, dove ogni politico elenca fatti comprovati e documentati, che l'avversario smentisce con notizie altrettanto oggettive. E noi telespettatori siamo d'accordo con l'uno o con l'altro, sicuri che le nostre fonti siano documentate, certe, assodate. Ma come fate a crederci anche solo per un istante, quando l'altra metà della popolazione è altrettanto convinta del contrario? Come potete credere che la vostra verità abbiamo valenza oggettiva, quando c'è sempre chi riesce a provare, in modo oggettivo e documentato, l'esatto contrario?

Volete un consiglio? Se vi piace litigare, se il confronto con le altre persone rappresenta per voi una valvola di sfogo, un'attività agonistica o un surrogato della copulazione, allora continuate serenamente a far tracimare le vostre opinioni. Spargete concime. Magari un germoglio farà capolino in primavera, e potrete illudervi di averlo seminato voi.
Se invece preferite vivere sereni, mettervi il cuore in pace e andate d'accordo con tutti. Fate come me: accettate che le nostre idee siano mere razionalizzazioni di pulsioni emotive, che non c'è alcun modo logico di confrontare le diverse ideologie, e che gli inevitabili litigi servono unicamente ad espellere tossine e scaricare il sistema nervoso. Anzi, guardate, lo metto in pratica seduta stante: so benissimo che l'intera mia argomentazione lascia il tempo che trova, perché sarà d'accordo con me solo chi già la pensava come me (ma eventualmente non lo sapeva). Chi invece è avverso alla mia tesi avrà ottime motivazioni (certamente ben documentate) per contraddirmi.
Quindi io che scrivo a fare, direte voi? Semplice: scrivo per effetto di una pulsione chimica nata nell'amigdala, sorgente di un bisogno puramente emotivo e nient'affatto razionale. Facile, no?